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Come ho scoperto la pittrice turca Mihri Rasim durante il lockdown

Mentre la pandemia determinata dal Covid-19 iniziava a bloccare molti settori industriali, all’inizio del lockdown in Italia molte agenzie e consulenti di marketing e comunicazione hanno iniziato a chiedersi come potevano aiutare le proprie community ad affrontare questo momento difficile in maniera produttiva.

Connettendosi da casa utilizzando una varietà di piattaforme e canali, hanno iniziato ad offrire corsi e webinar gratuitamente. Ispirato da molti professionisti che seguo online, ho deciso anch’io di fare la mia parte offrendo un certo numero di consulenze pro bono a registi, produttori o distributori che avevano un progetto “congelato”. L’unico requisito era quello di avere una sceneggiatura completa o almeno un trattamento ben delineato, ancora meglio un film pronto ma al momento bloccato. A seconda dello status del progetto, avremmo potuto discutere di approcci di marketing, specialmente sui social media; angoli creativi attraverso cui sviluppare una strategia di comunicazione; idee di coinvolgimento del pubblico.

Il documentario Kim Mihri – Who is Miri?

Un fotogramma di Kim Mihri – Who is Miri? Animation Director: Berat İlk; character design: Meriç Atalar; attrice: Feride Çetin.
Un fotogramma di Kim Mihri – Who is Miri? Animation Director: Berat İlk; character design: Meriç Atalar; attrice: Feride Çetin.

Ho ricevuto richieste da creativi basati in Italia, Turchia e Inghilterra, ed ho avuto modo di scoprire nuove storie, personaggi inusuali e artisti, tra cui la pittrice turca del XIX secolo Mihri Rasim, la protagonista del documentario di Berna Gençalp’s Kim Mihri – Who is Miri? di cui ha di recente parlato anche il New York Times. La sua vita è una storia affascinante che si snoda tra Istanbul, Roma, Parigi e New York, raccontata da Gençalp attraverso la lente della presa di coscienza di una donna e artista che è vissuta e ha lavorato in una società prevalentemente patriarcale. 

Il documentario offre l’opportunità di conoscere meglio quella che è stata definita, nel corso di una mostra che si è tenuta al centro culturale SALT Gala di Istanbul nel 2019, “una pittrice migrante dei tempi moderni”. Ma Kim Mihri è anche l’intrigante racconto del misterioso destino di molte opere d’arte scomparse. Infatti, al di là dei quadri esposti in musei e in collezioni provate, alcuni dei lavori di Mihri Rasim sono andati perduti durante i trasferimenti dell’artista da un Paese all’altro e devono ancora essere localizzati.

"Autoritratto", olio su tavola, 98.5×61 cm, Istanbul Museum of Painting and Sculpture.
Autoritratto, olio su tavola, 98.5×61 cm, Istanbul Museum of Painting and Sculpture.

Mentre il documentario di Berna Gençalp attende di essere proiettato sul grande schermo quando le condizioni lo permetteranno, tutti gli aggiornamenti sul progetto e la storia di Mihri Rasim sono disponibili sul sito ufficiale del film