The UK Premiere of Matteo Garrone’s “Tale of Tales” at Curzon Mayfair

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Salma Hayek as Queen of Longtrellis in Matteo Garrone's "Tale of Tales"

At the UK premiere of Tale of Tales at Curzon Mayfair on 1 June I was expecting that the audience would be fascinated by the locations of this sumptuous re-telling of Giambattista Basile‘s fairy tale collection Pentamerone. Very soon into the presentation director Matteo Garrone said jokingly that with his latest film he was making amends for the “bad publicity” that, according to someone, Gomorrah did to the city of Naples a few years ago.

Castel del Monte, Castle of Roccascalegna and Donnafugata Castle were the focus of many questions from the audience during the Q&A that followed the screening. And food was as well, of course. Someone was going on vacation in Italy in a few days and asked the director where the locations were; others asked for advice on where to eat when in Naples – so much so that Garrone had to admit he was born in Rome; someone else wondered what Salma Hayek really ate in the scene in which she devours a sea monster’s heart (pictured above).

Recipes aside, viewers watched the film punctuating the three stories with laughter, exclamations of surprise and horror. Garrone invited the audience to enjoy the grotesque fresco as if it were a painting, to surrender to the flow of the images rather than over-think. But, understandably, it was the deep meaning of Tale of Tales that the public was concerned with – the usual desire to know if we “got it right.” Many seeked confirmation of the contemporary themes they read into it: if issues such as the perception of beauty in other people’s eyes, the social constraints, the attempt to reach an unattainable ideal of perfection, were all ideas consciously developed during the creative process.

Part of the debate focused on how Garrone works, and how much space for improvisation he gives his actors as part of productions that usually are very “malleable,” but in this case stricter than usual. The cast added details in regards to how certain scenes were shot, or what the contribution of the actors in the construction of the characters was. Salma Hayek (Queen of Longtrellis), Toby Jones (King of Highhills), Shirley Henderson (Imma), Bebe Cave (Violet) and Stacy Martin (young Dora) provided anecdotes that curiously composed a portrait of extreme freedom on set. Garrone counterpointed their comments by admitting how much surprised he was by the perception that the cast had of this experience. Indeed he was convinced that he worked in a kind of cage that he imposed onto himself in order to complete his most ambitious work to date. But all in all, isn’t filmmaking a matter of perception?

Tale of Tales will be available in cinemas and on demand in the UK from 17 June.

 

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L’anteprima de “Il racconto dei racconti” di Matteo Garrone al cinema Curzon Mayfair

All’anteprima inglese de Il racconto dei racconti al cinema Curzon Mayfair il 1 giugno era facile aspettarsi che il pubblico rimanesse affascinato dalle location della sontuosa trasposizione cinematografica de Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile. E il regista Matteo Garrone si è affrettato a dire scherzando che con il suo ultimo film stava facendo ammenda per la “cattiva pubblicità” che, secondo alcuni, Gomorra avrebbe fatto alla città di Napoli qualche anno fa.

Castel del Monte, Roccascalegna e il Castello di Donnafugata sono diventati subito protagonisti di molte delle domande del pubblico durante il dibattito che ha seguito la proiezione. Assieme, ovviamente, al cibo. C’è chi andrà in vacanza nel Bel Paese tra qualche giorno e ha chiesto al regista indicazioni per ritrovare i set naturali; altri volevano consigli su dove andare a mangiare quando saranno a Napoli – tanto che Garrone ha dovuto ammettere di essere romano; altri ancora hanno chiesto che cosa abbia realmente mangiato Salma Hayek nella scena in cui divora il cuore del mostro marino.

Ricette a parte, gli spettatori hanno punteggiato di risate, esclamazioni di sorpresa e orrore il grottesco affresco che Garrone aveva invitato a godersi come se fosse un dipinto, abbandonandosi al flusso delle immagini più che all’eccesso di interpretazione. Ma, comprensibilmente, è proprio alla lettura del film che il pubblico era interessato – il solito desiderio di sapere se ci abbiamo visto giusto. Qualcuno ha cercato conferma all’attualità delle tematiche che ha ritrovato nel film, chiedendo se la percezione della propria bellezza negli occhi altrui, le costrizioni sociali, il tentativo di raggiungere un ideale di perfezione inarrivabile, fossero tutte tematiche sviluppate consapevolmente durante la fase creativa.

Parte del dibattito si è concentrata sul modo in cui Garrone lavora, e sullo spazio di improvvisazione che lascia ai suoi attori nell’ambito di produzioni solitamente molto “malleabili”, ma in questo caso più rigida del solito. La presenza del cast ha aggiunto quei dettagli che fanno la felicità di chi ama sapere come nascono certe scene, o quale sia il contributo degli attori alla costruzione dei personaggi. Salma Hayek (regina di Selvascura), Toby Jones (re di Altomonte), Shirley Henderson (Imma), Bebe Cave (Viola) e Stacy Martin (Dora ringiovanita) hanno fornito aneddoti e parlato dell’estrema libertà sul set. Commenti a cui Garrone ha fatto da contrappunto dicendosi sorpreso della percezione che il cast ha avuto di questa esperienza, convinto di aver lavorato in una sorta di gabbia che lui stesso si è imposto per portare a termine il suo lavoro finora più ambizioso.

Del resto, il cinema è anche una questione di percezione.