Snuff. Real Death and Screen Media

"Snuff. Real Death and Screen Media" book coverAfter Al-Qaeda’s propaganda videos, but before ISIS’, I was researching the space occupied by death within cinema and digital media. It was just a matter of time before I delved into the urban legend of the snuff movie. So, for a while, some British colleagues I was working with jokingly nicknamed me “Mr. Snuff”.

My research interest was not considered weird at all in Her Majesty’s land though. In Italy just a few researchers wrote about it, but during my Ph.D. in Film Studies I spent some months at Brunel University’s Screen Media Research Centre (SMRC). Here I realised that this topic was at the core of many scholars’ research areas, whether they were studying media, popular culture or cultural studies.

Some of those colleagues are now under the same “academic roof” as part of a book that tries to make some order on this theme: Snuff. Real Death and Screen Media. Fresh out of print from Bloomsbury and co-edited by Neil Jackson, Shaun Kimber, Johnny Walker, and Thomas Joseph Watson, it is a sort of “academic companion” to the classic Killing for Culture by David Kerekes and David Slater, who penned the foreword here.

My humble effort, conceived three years ago at SMRC in a joint effort with Xavier Mendik, is a chapter titled “From Snuff to the South: The Global Reception of Cannibal Holocaust“. It consider the international reception of Ruggero Deodato’s film, spanning three decades, as this title is a cult when it comes to extreme cinema, always mentioned along the Findlays’ seminal Snuff, and Faces of Death.

To put it briefly, in the book you’ll find everything you need to make sense of snuff as a media and cultural phenomenon: from pornography to marketing, from underground cinema to Charles Manson, including found footage and contemporary horror. More info can be found here.

 

***

"Cannibal Holocaust" Japanese Program

In tempi post Al-Qaeda e pre-ISIS stavo facendo ricerca sullo spazio riservato alla morte al cinema e nei media digitali, ed era solo questione di tempo prima che mi imbattessi nella leggenda urbana dello snuff movie. Così, per un po’, alcuni colleghi inglesi con cui ho lavorato mi hanno affettuosamente soprannominato “Mr. Snuff”.

Non che il mio interesse fosse considerato strano nel regno di Sua Maestà. Tutt’altro. Se in Italia non sono moltissimi i ricercatori che ne hanno scritto, durante il dottorato in Studi Cinematografici ho trascorso qualche mese in Inghilterra allo Screen Media Research Centre (SMRC) della Brunel University. Qui ho ben presto scoperto che, oltremanica, l’argomento aveva da tempo suscitato l’interesse di molti specialisti di media, cultura popolare e studi culturali.

Un po’ di quei colleghi sono ora riuniti sotto lo stesso “tetto accademico” in un libro che tenta di mettere un po’ di ordine sull’argomento: Snuff. Real Death and Screen Media. Fresco di stampa e curato a otto mani per Bloomsbury da Neil Jackson, Shaun Kimber, Johnny Walker e Thomas Joseph Watson, è un po’ il “fratello accademico” dell’ormai mitico Killing for Culture di David Kerekes e David Slater, che qui firma la prefazione.

Il mio modesto contributo, concepito proprio tre anni fa allo SMRC assieme a Xavier Mendik, è un capitolo dal titolo piuttosto eloquente: “From Snuff to the South: The Global Reception of Cannibal Holocaust“. Il film di Ruggero Deodato, di cui abbiamo considerato la ricezione internazione degli ultimi trent’anni, ha infatti ormai assunto uno status altrettanto mitico dello stesso Snuff dei coniugi Findlay e delle Facce della Morte, ed è tirato in ballo una volta sì e l’altra pure quando si parla di morte in diretta e cinema estremo.

Per farla breve, nel libro trovate tutto quello che vi serve per orientarvi nel fenomeno mediale e culturale degli snuff film: pornografia, marketing, cinema underground, Charles Manson, found footage e una spruzzata di horror contemporaneo. Per saperne di più, cliccate qui.